giovedì 25 giugno 2015

Mantelli e Velluto d' Estate ( Cervi in appennino )

Le fredde giornate invernali sono solo un ricordo e con l'arrivo del solleone gli ungulati hanno cambiato il loro mantello sfoggiando un più fresco e colorato manto estivo. In primavera i maschi di cervo hanno perso il loro vecchio e vissuto palco testimone di mille battaglie con i rivali in amore. La ricrescita delle nuove corna porta con se il caratteristico velluto che rende ancora più maestoso questo splendido animale. A breve i palchi si libereranno del velluto e prenderanno la loro forma definitiva fortificandosi in attesa del periodo degli amori autunnale. Un ciclo biologico che ogni anno si ripete a due passi dalle nostre frenetiche città segno che nonostante tutto l'Appennino pratese continua ad avere al suo interno molte zone con ecosistemi sani ed allettanti per le tante specie che ci vivono.








lunedì 8 giugno 2015

L' Upupa al nido ...

L'Upupa ( upupa epops ) è uno degli uccelli più singolari che si possano trovare nel nostro territorio. Arriva verso i primi di Marzo da lontano, molto lontano ( africa equatoriale e sub sahariana) e forse proprio per per questo  presenta caratteristiche  uniche così come unica è la famiglia a cui appartiene ( Upupidi ). Il suo caratteristico volo lento e sfarfallato è molto bello da osservare specie quando apre la sua grande cresta, in segno di agitazione. La sua presenza di passo nelle nostre zone ultimamente è aumentata sensibilmente così come sono aumentati gli individui che si fermano per la riproduzione che avviene fra Maggio e Giugno. Questa è senz'altro una buona notizia per due importanti motivi :

  • Il primo è il discreto stato di conservazione dell'ecosistema in cui vivono le Upupe ...sempre più spesso inquinato volontariamente o involontariamente dall'uomo. Penso in special modo ai campi coltivati o ai frutteti dove l'utilizzo scriteriato di sostanze chimiche e pesticidi mette in pericolo la vita animale oltreché quella vegetale.
  • Il secondo è l'importante lavoro di pulizia dai parassiti che le Upupe fanno nei boschi e nelle coltivazioni che hanno la fortuna di avere questi uccelli al loro interno. Ad esempio è stato dimostrato che l' Upupa annovera tra le sue prede anche l'odiata e temuta mosca olearia in particolari modo delle larve che lei riesce a trovare e catturare grazie al suo lungo ed appuntito becco ricurvo.

La coppia che ho avuto modo di seguire quest'anno ha nidificato in un'anfratto di una vecchia abitazione rurale e quindi l'appostamento è stato obbligato e non in grande favore di luce. Nonostante ciò ho potuto fare qualche scatto interessante ed ho potuto osservare la grande abnegazione con cui entrambi i genitori seguono e nutrono la prole stipata nel nido. La natura ha sempre qualcosa di sorprendente ed emozionante da raccontare !












domenica 31 maggio 2015

Gli Ibis Sacri della piana pratese ...

Nel panorama faunistico Italiano e Toscano ci sono oramai molte specie Alloctone ( non originarie della ns penisola ) …specie che sono state introdotte nei decenni passati dalla mano dell'uomo e che in alcuni casi hanno trovato territori e climi favorevoli alla propria riproduzione. Tra queste, l'Ibis sacro Threskiornis aethiopicus (Latham, 1790) è una delle recenti acquisizioni della nostra fauna. Se ne trovano tracce addirittura negli affreschi e mosaici delle ville romane e di Pompei distrutte dall'eruzione del vesuvio, e sicuramente si trattava di individui importati dall'Egitto. L'Egitto infatti anticamente lo aveva elevato a divinità considerandolo l'incarnazione terrena del Dio Thot. Adesso in Egitto questo splendido uccello è estinto e la sua presenza rimane in alcune zone dell'Africa sub Sahariana, in Iraq e Madagascar dove predilige territori a prevalenza di acqua e fango. Ed è proprio nelle zone umide della piana pratese che quest'anno un gruppetto di Ibis sacri ha messo su casa facendo la spola fra i diversi stagni e laghetti e facendo bella mostra di se fra gli sguardi stupiti degli abitanti della zona che non li avevamo mai visti prima.










sabato 23 maggio 2015

Il bellissimo mondo delle Orchidee Spontanee

Orchidee Spontanee o in inglese " Wild Orchids " ;  per chi ama la fotografia naturalistica non c'è cosa più bella ed interessante. Ce ne sono di tantissime specie diverse dalle svariate forme e colori con fioriture spalmate dalla primavera all'estate. Anche per questi motivi questi meravigliosi fiori selvatici offrono ai fotografi ed ai naturalisti tanti spunti di interesse ed occasioni artistiche non di poco conto.

La ricerca di questi piccoli gioielli della natura e la scoperta delle varie specie nel loro ambiente naturale rappresenta per un naturalista un momento di grande emozione così come risulta particolarmente interessante ed appassionante lo studio della loro biologia in particolare le loro strategie riproduttive ed il legame con il mondo degli insetti impollinatori. 

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento consiglio di vistare il sito della GIROS Gruppo Italiano per la ricerca sulle Orchidee Spontanee .

Di seguito alcuni degli ultimi scatti che ho fatto durante alcune escursioni nella provincia di Prato, con la gradita nuova scoperta dell'orchidea "acquatica"  Anacamptis Laxiflora una specie che predilige zone umide, palustri, bordi di stagni etc ed anche per questo motivo risulta una specie ad alto rischio di scomparsa. 


Serapias Neglecta 

Anacamptis Laxiflora ( Cresce in zone paludose )

Anacamptis Morio

Ophrys Speghodes

Boccioli di Orchis Purpurea
Serapias Neglecta
Anacamptis Laxiflora
Serapias Neglecta var. albina

lunedì 20 aprile 2015

Nelle paludi della piana pratese ...

E' scoppiata la Primavera e nelle zone umide della piana pratese sembra di essere ad un centro commerciale in periodo di saldi :-) . Alle specie stanziali si sono sommate in queste settimane le specie migratorie che in parte fanno solo sosta ed in parte trovano nelle nostre paludi aree idonee a portare avanti la riproduzione. Una esplosione di vita che ogni anno riempie gli occhi ed il cuore e che va preservata dalla crescente ed implacabile cementificazione.















martedì 17 marzo 2015

Il lento disgelo nell' appennino pratese ...

Ancora non ce ne rendiamo bene conto, a causa delle temperature leggermente sotto la media, ma anche questo inverno oramai sta facendo scorrere i titoli di coda. L'appennino sopra i 1200mt è tutt'ora ben innevato con accumuli importanti specie nel pistoiese... mentre a cavallo dei 1000mt il disgelo avanza inesorabilmente. Con il suolo che si libera dalla neve gli animali si riappropriano degli areali abituali e riprendono il loro normale ciclo di vita trovando via via una sempre maggiore disponibilità di cibo. Con la ricchezza di fauna che lo contraddistingue l'Appennino pratese offre la possibilità di incontri come quegli delle foto seguenti dove gli animali tradiscono le solite abitudini notturne e crepuscolari facendosi osservare anche di giorno intenti a nutrirsi per rimettersi in forze dopo il duro periodo invernale. Il loro orologio biologico sente la primavera imminente e fra poco il risveglio della vegetazione completerà l'opera …riaccendendo di vita luoghi dove per qualche mese tutto o quasi si è fermato. Che bello il nostro appennino !










domenica 15 febbraio 2015

L' Inverno nella riserva Acquerino - Cantagallo

Quegli appena trascorsi sono stati (finalmente) venti giorni di vero Inverno. Un Inverno non eccezionale come dicono ogni volta al Tg, ma una normale fase fredda e perturbata per le nostre zone…e già questa è una grande notizia considerato l'andazzo degli ultimi anni. Ripetuti impulsi freddi da nord si sono tuffati nel mediterraneo generando tanta instabilità ed abbondanti nevicate in appennino fino a quote collinari. In queste condizioni l'Appennino Tosco Emiliano da sempre spettacolo e dopo numerosi giorni col naso alla finestra a veder nevicare sui monti, perfortuna si presenta un week end dal tempo discreto. Guardo bene le previsioni meteo del lamma ...preparo lo zaino e salto in macchina con obbiettivo l'alta Val di Bisenzio e precisamente Cantagallo da dove inizia la mia escursione nel cuore dell'Appennino Pratese.

In paese c'è poca neve ed inizio la salita verso il rifugio Cave con pochi problemi e con un po' di delusione perché mi aspettavo un paesaggio diverso. Superati i primi due ripidi tornanti del sentiero però la situazione cambia radicalmente... la neve aumenta e la salita senza ciaspole comincia a farsi faticosa. Il panorama diventa bellissimo e perfortuna anche il vento freddo da nord mi da un po' di tregua. Mi immergo totalmente in questo angolo di paradiso che è la riserva di Cantagallo. Il silenzio viene rotto solo dalle gelide folate di tramontana e dai miei pesanti passi nella neve farinosa che si fa sempre più alta. Cinquanta centimetri di neve fresca rendono questo luogo ancora più bello ed è giunto il momento di tirar fuori la reflex e far parlare le foto.